L’amore finché resta di Giulio Perrone

Amore: dal latino a-mors, toglimento morte.
Amore, gioia e tormento. Energia vitale.

“Demone possente che sta tra i mortali e gli immortali”. Lo definisce Platone.

L'amore finché resta. Giulio Perrone

Tutti lo vorremmo eterno e inalterabile, invece è un grande mistero in continua evoluzione e trasformazione. E’ impalpabile e a tempo determinato, sia quando arriva che quando se ne va.

Una lettura piuttosto stimolante, questo romanzo di Giulio Perrone, editore e scrittore di Roma, classe 1977, laureato presso l’Università degli Studi Roma Tre.

In L’amore finché resta, pubblicato da Harper Collins Italia, si viaggia all’interno del cervello del protagonista Tommaso Leoni e si avanza nella lettura in attesa che quest’uomo rinasca, come una fenice, dalle proprie ceneri.

Da donna ho apprezzato il fatto di potermi misurare con il punto di vista maschile, in ossequio alla filosofia della differenza che, da più di trent’anni costruisce le sue ricerche complesse proprio sulla differenza di genere.

Il suo matrimonio è andato in pezzi e Tommaso, con in mano una valigia piena di cose raffazzonate, si ritrova a quarant’anni senza più una moglie, né una casa. Gli rimane in tasca un abbonamento per le partite della Roma, sua squadra del cuore.

Aveva vissuto credendo che pochi strampalati pazienti – giusto per darsi un tono e potersi definire uno psicoterapeuta – sarebbero bastati al suo ritorno di immagine. Tanto i suoceri facoltosi elargivano alla figlia una generosa rendita di cui anche lui ovviamente godeva.

Ma quando Lucrezia lo mette alla porta senza troppi complimenti, bollando il loro ménage come un totale fallimento, Tommaso si specchia con tutto ciò che in quegli anni non ha voluto vedere, con tutto quello che non ha voluto fare. Non si è costruito un’identità definita, né una carriera autonoma e soddisfacente.

“Ma l’amore ha l’amore come solo argomento e il tumulto del cielo ha sbagliato il momento”.

Così canta magistralmente il grande Fabrizio De André.
Tommaso è senza lavoro. E’ pieno di debiti. Deve ritornare a vivere con la madre dalla quale era fuggito anni prima.

Dopo anni trascorsi a cercare come un funambolo di mantenersi in equilibrio sulla corda tesa della propria esistenza, è costretto a ricominciare daccapo e, con ironia e talvolta con cinismo, l’autore ci accompagna attraverso le vicissitudini che conducono il protagonista da un matrimonio contratto per interesse con una ricca donna dei Parioli e “contaminato” da tre amanti e un figlio, al riscatto finale in cui spunta l’uomo compiuto. Solo dopo esser rimasto SOLO potrà esplorare il proprio vuoto per comprendere di cosa abbia realmente bisogno per poterlo riempire.
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L’amore finché resta

Bravo Giulio Perrone che tratteggia efficacemente, ne L’amore finché resta, l’uomo e la donna del nostro tempo, più smarriti forse rispetto al passato. Il focus verte sulla fragilità del personaggio principale, al quale l’autore non fa troppi sconti. L'amore finché resta. Giulio Perrone
Tommaso è quello che è perché ha scelto di gestire i propri rapporti interpersonali restando in equilibrio superficiale su tutto, senza mai andare a fondo di niente.

Eraclito, detto il tuffatore di Delo per la sua propensione a scendere visceralmente in profondità nelle cose, avrebbe deprecato questo comportamento. Chi non rischia le profondità non scoprirà mai i “tesori” della conoscenza, né scoprirà se stesso.

Tommaso, per capire il figlio e creare con lui  una relazione autentica che non ha mai avuta fino ad allora, prova ad entrare a capofitto nel mondo di internet, facendo uno sforzo da padre. Proprio lui con le sue strane regole che i fatti lo costringono a rivedere. Un immaturo che deve crescere a forza, a quarant’anni.
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Davvero l’amore è un lusso che non sempre ci si può permettere?

Oppure queste idee gli sono suggerite dai fantasmi che non ha affrontato, mentre si limitava ad indossare un’armatura difensiva?
E chi di noi non lo fa? E’ dura essere uomo consapevole, essere padre e marito: sono responsabilità che a volte pesano così tanto! Eppure l’unica forza sulla quale contare per riuscirci è proprio l‘amore, soprattutto l’amore di sé, senza il quale è preclusa la via verso l’altro.

L’amore reale come fonte di energia interiore, che comporta sacrifici, sforzi e compromessi. Almeno finché resta, almeno per chi crede ancora che esista.
Questo ci propone il libro che pian piano mi ha reso Tommaso, se non simpatico, comprensibile, fino alla soddisfazione finale per quell’uomo che, finalmente, fiorisce.

Classe 1975, vive a Porto Sant'Elpidio, nelle Marche. Laureata in Filosofia. Atea, liberale, appassionata di letteratura e arte.È docente educatrice presso il Convitto Nazionale "G. Leopardi" di Macerata. Ha insegnato Filosofia, Storia e Psicologia in vari licei. Membro del direttivo dell'Universita' del Tempo Libero di Porto Sant'Elpidio, dal 2010 organizza eventi culturali e convegni su tematiche di attualità.

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