Tutto ricominciò con un’estate indiana

Tutto ricominciò con un'estate indiana. Foto di Tiziana Zita

Fra’ Martino campanaro dormi tu, dormi tu,
suonan le campane, suonan le campane,
din don dan, din don dan…

Non sono completamente impazzita è che negli ultimi tempi, causa piccoletto di due mesi e mezzo in giro (si fa per dire) per casa, passo più tempo a ricercare filastrocche e ninne nanne che in cucina… 🙂 Eh sì, sono diventata mamma, ma questo non inciderà sulla tipologia di ricette, tranquilli!! E poi dall’Estate Indiana, all’Estate di San Martino, al frate campanaro è un attimo!
L’estate di San Martino è questo periodo di novembre in cui, dopo i primi freddi autunnali, c’è il colpo di coda dell’estate, con il bonus dei fantastici colori autunnali, prima dell’inverno vero e proprio.

Il nome deriva dalla famosissima leggenda del santo (all’epoca dei fatti solo cavaliere) che, procedendo a cavallo in una fredda e grigia giornata per le strade della Gallia, incontrò un mendicante che tremava di freddo e, non potendolo aiutare altrimenti, tagliò a metà il suo mantello dividendolo con lui. Dopo pochi metri smise di piovere, uscì il sole, la temperatura si alzò e Martino si ritrovò in Sicilia! 🙂 A quanto pare il mendicante era Gesù e, per ricordare sempre il nobile gesto del cavaliere, il bel tempo si rinnova ogni anno.

Mi pare chiaro che il detto popolare “l’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino” non tiene conto dei cambiamenti climatici del XXI secolo, mentre l’altro detto “fare San Martino” per indicare un trasloco deriva dal fatto che anticamente i contadini finivano il loro lavoro in questo periodo e, se non riconfermati per l’anno successivo, dovevano trasferirsi altrove. Fine del raccolto, vino novello, camini accesi, primi freddi… spunti autunnali che si ritrovano nella poesia San Martino di Giosuè Carducci. Sì, sì, proprio quella della nebbia agli irti colli, rivisitata in versione “live” qualche anno fa da Fiorello.

Indian Summer.Tutto ricominciò con un'estate indiana

Tutto ricominciò con un’estate indiana

Negli Stati Uniti lo stesso periodo si chiama Indian Summer e il nome stavolta è dovuto al fatto che, complice il bel tempo, i Nativi Americani (Apache, Sioux & Co… gli Indiani, insomma!) avevano la possibilità di fare un buon raccolto e fare scorte di cibo per l’inverno.

Tutto ricominciò con un’estate indiana – un’estate indiana del XVII secolo – è il racconto di Hugo Pratt, che con un’impeccabile ricostruzione storica e magistralmente illustrato da Milo Manara, è considerato un classico della letteratura a fumetti. Il quieto vivere del villaggio s’interrompe quando due indiani stuprano una ragazza bianca, venendo per questo uccisi da un cacciatore. La storia racconta gli intrecci tra la famiglia del cacciatore (la cui madre ha marchiata sul viso la lettera “L” di Lilith, peccatrice, in omaggio a La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne) e le altre famiglie del villaggio, svelando tutto quello che si cela sotto la rigida ipocrisia puritana dei coloni dell’epoca. Il torbido erotismo del racconto è reso da Milo Manara con una raffinatezza grafica di altissimo livello, quasi cinematografica. E’ uno dei capolavori del genere, imperdibile!

Ma sto divagando, torniamo a noi e ai nostri fornelli!

Tutto ricominciò con un'estate indiana. Cronache Letterarie

Dicevamo di piogge, freddo, vino novello, magari pure due caldarroste… e questi velocissimi cornettini salati che sono un omaggio all’ortaggio cult del periodo, la zucca!!
Vi è avanzato qualcosa dai bagordi di Halloween che avete previdentemente surgelato? Ecco uno spunto di utilizzo!

Cornetti di zucca e gorgonzola

Per 8 pezzi servono:

1 rotolo di pasta sfoglia fresca
100 gr di polpa di zucca cotta
50 gr di gorgonzola
Una manciata di nocciole tritate
1 uovo
Sale, pepe, noce moscata

Cornetti di Zucca e gorgonzola. Cronache LetterarieSchiacciate la zucca in una ciotola e condite con sale, pepe e noce moscata.
Srotolate il rotolo e dividete la sfoglia in 8 spicchi. Posizionate al centro un cucchiaio scarso di zucca, un dado di gorgonzola e un pizzico di granella di nocciole.
Partendo dal lato largo arrotolate i triangoli, poi curvate le estremità e posizionate i cornetti su una teglia rivestita di carta forno. Spennellateli con un poco di uovo sbattuto e cospargete di nocciole. Cuocete in forno caldo a 180° per 15 minuti circa. Appena sfornati danno il meglio di sé!! 🙂

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Simona Chiocca
Napoletana di nascita e romana per scelta, da sempre sono innamorata della cara vecchia Inghilterra. Lavoro nella produzione cinematografica e da che ho memoria sono appassionata di cucina e passo quasi ogni momento libero spignattando e infornando a più non posso. Cinefila e profondamente gattara, vivrei in un autunno perenne con libri e tè.

4 Comments

  1. giorgio cavagnaro
    giorgio cavagnaro

    Slurp…..!!!!! E sempre intrigante il connubio sesso-cucina. Ci sto lavorando…vedrai.
    Fra Martino Cavagnaro.

  2. Non vedo l’ora!!!

  3. Mamma che bonta!!!!!
    Grazie Simo e benvenuto al tuo piccolino.

  4. Grazie a te Beatrice!!!

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