Perché leggere… leggo perché…

Leggo perché…

La vita non mi basta (come diceva Pessoa).
Per evitare di dire sciocchezze alle donne.
Per essere altrove.
Per diventare te.
Perché è la sola attività al mondo che permette d’essere contemporaneamente soli e accompagnati.
Per trasferirmi nella testa di Montaigne.
Perché Flaubert mi parli della malinconia dei transatlantici.
Leggo come Guide scrive Paludi: perché altri mi spieghino perché leggo.
Ecco: leggo perché Montaigne, Flaubert e Gide m’insegnino chi sono.
Perché è una fortuna avere degli interlocutori tanto vecchi: Montaigne 477 anni, Flaubert 189 anni, Gide 141 anni.
Per ascoltare i morti.
Perché Frédéric Berthet mi spieghi perché mi piace far festa.
Per uscire senza uscire.
Ma leggo anche per ascoltare i vivi.
Per non invecchiare.
Leggo per non essere disturbato.
Per non rispondere al telefono.
Per non essere qui ma lì.

Dopo i diritti del lettore di Pennac, ecco i suoi motivi. Frédéric Beigbeder, giornalista della rivista francese Lire, fa una lista di motivi che qui ho, in parte, riportato. Be’, sicuramente la lista si potrebbe continuare… Alcuni motivi sono inclusi nel nostro video qui sopra.

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Tiziana Zita
Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

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