I migliori libri dell’anno 2020

Illustrazione di Laura Graves
Ci siamo, è arrivato il momento di fare il punto sui libri letti durante l’ultimo anno e decidere quali sono i migliori. Come sempre, per stilare la nostra classifica mi sono rivolta a chi i libri li ama molto: scrittori, librai, editor, grandi lettori. Il risultato è eccellente e ce n’è per tutti i gusti. Venite a scegliere quello che fa per voi.
.

Adele Boldrini
informatica, redattrice Cronache Letterarie 

i migliori libri dell'anno 2020 per Cronache LetterarieSogni e favole. Partendo da un sonetto di Metastasio, Emanuele Trevi si chiede, riecheggiando Borges e Shakespeare, se la vita sia reale o abbia “la consistenza di un delirio”, e lo fa vagando in una Roma bellissima e piovosa dell’ultimo ventennio del ‘900, sulle tracce di alcune personalità che la abitarono (il fotografo Arturo Patten, la poetessa Amelia Rosselli, il critico e scrittore Cesare Garboli). Attraverso le loro storie racconta con rimpianto un’epoca di enorme fermento culturale, oggi soppiantata dalla pratica di “tenere buona la gente a colpi di consenso narrativo e identificazione emotiva”.

Amatissima di Toni Morrison è un romanzo meraviglioso e difficile, che ricostruisce con continui flashback la storia di Sethe, schiava afro-americana ai tempi della Guerra Civile, in fuga con i propri figli dal proprio desolante destino. Nel timore di essere riacciuffata dal padrone compie un gesto estremo di amore e di libertà destinato a sconvolgerne per sempre l’esistenza. Un libro che è un colpo al cuore, particolarmente attuale ai nostri giorni, rimane quale peso ineludibile sulle nostre coscienze.

4321 di Paul Auster. Quattro vite del ragazzo Archie Ferguson con gli Stati Uniti del dopoguerra sullo sfondo, quattro variazioni sul tema, perché basta un dettaglio perché una vita possa cambiare direzione. Questo romanzo parla della casualità dell’esistenza, ma celebra anche la testarda tensione dell’uomo verso la consapevolezza di sé e del mondo. Esistono mille vite possibili e delle tante ce ne rimane una sola, ma tutte confluiscono in un unicum coerente che unisce passato, presente e (forse) futuro.

Daniele Mencarelli
vincitore del Premio Strega Giovani 2020 e finalista allo Strega 2020

i migliori libri dell'anno 2020 per Cronache Letterarie

 

Angelo Ferracuti, La metà del cielo
Un memoir davvero intenso, una storia d’amore straordinaria nella sua normalità, come quelle di tutti, che deve inchinarsi al male, quello che colpirà la moglie dell’autore, inesorabilemente.
Giovanna Sicari, Sigillo
Uno dei libri di poesia più belli degli ultimi trent’anni. Donzelli ripropone una delle opere centrali di questa poetessa indimenticabile, morta davvero troppo presto. Un modo efficace per avvicinarsi alla sua produzione, e per non staccarsene mai più.
Flaminia Colella, La voce del fuoco
Il libro d’esordio di una giovane poetessa, la sua voce di fuoco si farà sentire, per il suo dettato solenne e cristallino.

Laura Venturini
libreria Koob, Roma

i migliori libri dell'anno 2020 per Cronache LetterarieRosa Likeom, La moglie del colonnello
Un lungo monologo interiore. Un racconto incalzante e straordinario. Da una parte la giovane nazione finlandese, da sempre schiacciata dal dominio russo, sedotta dagli ingannevoli speroni tintinnanti del Terzo Reich. Dall’altra, l’amore della protagonista – ossessivo fino alla follia – per un sadico e ambizioso colonnello nazista che la sceglie fin da bambina. È la biografia della scrittrice lappone Anniki Karinimi: dolorosa e intensa, ineluttabile e poetica come solo la vita sa essere. Da leggere.

Jérôme Ferrari, A sua immagine
Un libro che mi ha conquistato perché unico: la struttura non è lineare, ma articolata sul flashback e si dipana in modo originale, sulle fasi della cerimonia funebre della protagonista.  Nella narrazione vengono introdotte storie in apparenza distanti da quella principale. Sullo sfondo il movimento di indipendenza còrso e il rapporto della Francia con il colonialismo. Un libro profondo che il lettore ricostruisce come un puzzle solo alla fine. Denso di riflessioni sul senso dell’appartenenza, sul sacrificio che richiedono gli ideali, ma anche sul rapporto (centrale nel libro) tra arte e fotografia. L’autore riesce ad essere intenso e incisivo e il titolo ci dà indicazioni sul contenuto: noi siamo veramente la Sua immagine?

i migliori libri dell'anno 2020 per Cronache LetterarieElizabeth Strout, Olive, ancora lei
Un romanzo straordinario. Un condensato di vita americana. Una donna colta nella sua età matura (vent’anni dopo Olive Kitteridge). La Strout è magistrale nel creare un mondo in cui le relazioni umane della protagonista (spesso difficili a causa del suo pessimo carattere) sono al centro del romanzo in cui si toccano tutti i temi fondamentali: la vecchiaia, la malattia, la famiglia, l’amore maturo senza mai essere didascalica. Lo stile asciutto e la scrittura impeccabile.

Nathan Englander, Kaddish.com
Una storia da non perdere per chi ha amato la serie Shtisel. Il mondo ortodosso ebraico che parla di se stesso e ragiona sul senso di colpa e sulla vita alla luce delle regole della Torah. Il tono è leggero, ironico e intelligente. Englander riesce a conquistare il lettore che si lascia travolgere dalle avventure del protagonista.

Alfonso Cometti
produttore e story editor di serie tv

i migliori libri dell'anno 2020 per Cronache LetterarieJohn Kennedy Toole ha scritto un solo libro e ha cercato di pubblicarlo in tutti i modi. L’ha mandato a tantissimi editori ma non c’è stato niente da fare. Lui però l’ha presa male e si è suicidato all’età di 32 anni. Dopo di che la madre, che credeva fortemente nel suo talento, ha contattato editori e scrittori. Andava in tutte le situazioni in cui potesse incontrare persone del mondo editoriale, ma nessuno la prendeva sul serio: d’altro canto la mamma si sa… Questa storia viene raccontata da un professore universitario, Walter Percy, che la donna ha tempestato di telefonate e che a un certo punto le ha detto: “Va bene, lo leggerò”. Ha messo sulla scrivania quell’ammasso voluminoso di pagine ma continuava a rimandare, finché una sera: “Gliel’ho promesso…”. Sperava di leggere solo un capitolo, ma ha cominciato e non ha più smesso. È stato lui a trovare l’editore che l’ha pubblicato nel 1980, undici anni dopo il suicidio dell’autore. Nel 1981 gli è stato conferito, postumo, il premio Pulitzer per la narrativa. Con una storia così non c’è bisogno di aggiungere altro, ma diciamo che il protagonista è un tipo inadatto al mondo, un po’ come Don Chisciotte. Il romanzo è ambientato a New Orleans ed è molto ironico. Il titolo A Confederacy of Dunces, in Italia Una banda di idioti, è ispirato da un bellissimo epigramma di Jonathan Swift: “Quando viene al mondo un genio autentico, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui”.

Carlo Animato
scrittore e correttore di bozze

Le mie proposte di lettura per il 2020 recuperano tre titoli intriganti. Il primo è il Libro dei fulmini di Matteo Trevisani, viaggio tra vita e morte del giovane protagonista attraverso una Roma misteriosa e arcaica. Un bel romanzo di formazione dagli echi esoterici che ricordano certe atmosfere oniriche de Il segno del comando di D’Agata e suggerimenti insoliti sull’Urbe, alla scoperta delle scienze augurali antiche.
Per restare a Roma, se la leggenda aurea trattava dei santi, Vite efferate di papi di Dino Baldi è una sorta di leggenda plumbea dei bizzarri e sciagurati personaggi alternatisi sul trono di Pietro (e leggendolo, sottoscriviamo le parole di Pio II che ammetteva: “Meglio non cercare un senso nelle azioni dei papi”).
Infine il divertente Dizionario dei mancini di Pierre-Michel Bertrand ci informa su quel “controsenso” della natura che coinvolge genetica e simbolismo, storia del pensiero e sociologia religiosa, fornendoci aneddoti, personaggi, eventi e dati da consultare a piacere, sfogliandolo – ovvio – con la mano del diavolo…

Marzia Flamini
storica dell’arte, redattrice Cronache Letterarie

Esistono infiniti modi di viaggiare: quest’estate, in cui gli spostamenti fisici saranno più difficili, molti vorranno trovare vie alternative. C’è chi, come la protagonista di Vicolo dell’Immaginario di Simona Baldelli, forse opterà per una fuga, un reiventarsi in un altrove da sempre sognato: ma anche le fughe prima o poi finiscono. Così Clelia/Amalia si ritroverà a passare da una Bassa stagnante, dove l’unico movimento è quello delle giostre che contribuisce a costruire, alla mutevolezza del fiume Tago e delle sue nebbie a Lisbona. La sua è una vita che scorre nell’attesa, come quella di tutti i personaggi di questo romanzo permeato di realismo magico e fado: attendono di riconciliarsi con il passato, con un futuro che non verrà o forse solo con un lutto sempre presente e vivo.

Una perdita è proprio quella che spinge il protagonista di Venezia di Jiro Taniguchi a recarsi nella città lagunare. Come sempre nelle opere di Taniguchi il ritmo è rarefatto, sospeso, meditativo: il protagonista cammina per la città, ne ammira le luci, gli angoli nascosti e quelli più turistici, cercando di ripercorrere i passi dei suoi nonni che vi hanno vissuto.

Lo splendore degli acquerelli del maestro giapponese trasmette perfettamente la magica alchimia che rende Venezia unica, permettendo così di visitarla a distanza, sognando di tornare a viaggiare. Perché in fondo, come recita la scritta anonima su un muro veneziano, “la partenza non è altro che l’inizio del viaggio di ritorno verso casa”.

Copertina del libro Tutto chiede salvezza di Daniele MencarelliRoberto Concu
poeta e lettore molto forte

Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli è il primo romanzo che consiglio di leggere. Una narrazione autobiografica che emoziona e interroga. Quella che chiamiamo comunemente malattia mentale è davvero una malattia? Dove finisce la normalità e dove inizia la patologia? E quale ruolo ha la scienza medica, sempre più coinvolta nel business delle grandi industrie farmaceutiche? Lettura prima e scrittura poi come salvezza e impegno politico. Daniele Mencarelli è uno scrittore coraggioso e poetico (leggi qui la nostra intervista).

Sulla mia scrivania ormai non manca mai un libro di Maria Zambrano. La filosofa iberica è una continua scoperta. Il quasi introvabile Chiari del bosco ha le caratteristiche della “guida”, genere passato dall’Oriente alla Spagna. Il lettore viene condotto in luoghi interiori come il vuoto e il centro, il bosco e le sfumature della luce, attraverso figure alimentate più dalla fantasia dell’autore che da argomentazioni. Linguaggio misterico per sollecitare il risveglio interiore del lettore

L’ultima intervista di Eshkol Nevo è l’opera più originale e intrigante dell’autore israeliano. Giocata su un sapiente registro narrativo, conduce il lettore sul confine ambiguo dove vita privata e scrittura si mescolano. Il risultato è tale che anche scrittura e lettura s’intrecciano. Una vera e propria prova d’autore (leggi qui la nostra recensione).

Tiziana Zita
direttore Cronache Letterarie

Anno 45 AC. Giulio Cesare non ne può più. Ogni giorno gli arrivano dieci, quindici rapporti sui sacrifici di oche, piccioni e galli, quindi su voli d’aquila e tuoni. Un pomeriggio gli auguri gli hanno vietato di attaccar battaglia perché i galli sacri mangiavano di malavoglia mentre le galline camminavano con i piedi storti: “Possibile che noi generali siamo ridotti a dover scrutare il cielo con gli occhi di un pollo?”
Idi di marzo, il romanzo epistolare di Thornton Wilder racconta l’ultimo anno di vita di Cesare ed è un grande “pettegolezzo storico”. Scopriamo intrighi, gelosie, giochi di potere, segreti di questo “salotto” romano in cui spicca la figura di Clodia Pulcra, la nobildonna spudorata e bellissima. La donna di cui il poeta Catullo è innamorato. La Lesbia delle sue poesie. La donna più chiacchierata di Roma.

Il richiamo della foresta di Jack London l’avevo letto qualche anno fa ed è proprio vero che ci sono momenti in cui i libri ci aprono le loro porte e momenti in cui le richiudono. Stavolta è stata una lettura straordinaria ed emozionante. Ho adorato quel cane così lacerato tra l’amore sconfinato per il padrone e il fortissimo desiderio di seguire la sua natura. Proprio come noi, in costante tensione tra regole delle società umane e forza animale che ci muove dal di dentro.

E a proposito di natura c’è Spillover di David Quammen, un libro eccezionale che, pubblicato nel 2012, spiega tutto quello che ci sta accadendo con il virus. Distruggiamo la giungla e le foreste tropicali. Andiamo a rompere le scatole ai virus, li sloggiamo da casa loro. Uccidiamo gli animali che li ospitano e con i quali convivono pacificamente. “Quando questo accade, i virus hanno bisogno di nuovi ospiti. E spesso quegli ospiti siamo noi”. Era già tutto previsto. Un saggio che si legge come un thriller e che in questo momento non si può non leggere!

Redattrice in programmi Rai, pubblicista, story editor e producer di serie tv, prima in Rai, poi a Mediaset. Scrivo tanto. Nel 2011 ho creato Cronache Letterarie.

Lascia un commento

*