Lady Montagu e il dragomanno

“Viaggio avventuroso all’origine dei vaccini” è il sottotitolo di questa opera letteraria che è un po’ trattato medico e un po’ romanzo. In Lady Montagu e il dragomanno si parla dei vaccini salvavita e con i tempi che corrono direi che non esiste argomento più attuale.

L’inaspettata e triste pandemia globale di Covid-19 ci dà un motivo in più per gustarci la lettura di questo racconto confortante che stimola la riflessione sul presente.
L’autrice è la professoressa Maria Teresa Giaveri, prima ordinaria di Letteratura francese all’Università e oggi membro dell’Accademia delle Scienze di Torino. In questo libro, edito quest’anno da Neri Pozza, ci regala pagine preziose nelle quali ricostruisce, come se si trattasse di un racconto di avventure, la storia del vaccino antivaiolo. Si tratta di un’idea che all’inizio sembra strana, sconvolgente, bizzarra, ma che si rivelerà salvifica.

Nella Londra del 1721 fece estremamente scalpore il racconto della figlia del Conte di Kensington, Lady Wortley Montagu.
La nobildonna, moglie dell’ambasciatore inglese a Costantinopoli riferisce che, durante un suo lungo soggiorno in Turchia, ha appreso della pratica di immunizzazione dal virus letale del vaiolo. Questa avveniva attraverso una infezione praticata appositamente in via preventiva con una dose attenuata del morbo.

“E’ un metodo inquietante: prevede di sconfiggere la peggiore fra le pestilenze che hanno decimato l’umanità nel corso dei secoli, il vaiolo, infettando preventivamente chi è sano con una forma attenuata del morbo per provocarne l’immunità. La pratica appare bizzarra, paradossale, ma la seducente e la colta Lady inglese è convinta dei suoi benefici”.

Si tratta di un metodo in uso fra le contadine sul confine fra la Grecia e la Turchia.

“Un esperimento praticato da donne ignoranti”

Così, negli ambienti medici inglesi, è bollato questo rimedio, valutato con diffidenza estrema quando non con orrore vero e proprio.

Ospedale per malati di vaiolo a Londra. Wellcome Collection

Il vaiolo da decenni sterminava le popolazioni ad ogni nuova ondata epidemica. E nonostante il Settecento fosse il secolo dell’Illuminismo, la spiegazione di una tecnica medica innovativa propugnata da una donna che l’aveva perfino fatta eseguire sui propri figli non convinse: la società non era ancora pronta ad accettare il binomio donna-scienza.

Il medico padovano Emanuele Timoni

Fortunatamente, il medico padovano Timoni che aveva spiegato a Lady Montagu l’esistenza e la metodologia di questa tecnica che lui ribattezzò dell’inoculazione, le giunse in soccorso. Infatti, oltre ad essere un medico, Timoni era il primo dragomanno, cioè il traduttore ufficiale dell’ambasciata britannica a Costantinopoli e godeva di grande stima e rispetto. Così scriveva:

Costantinopoli

“C’è un gruppo di vecchie che ne fanno la loro attività ogni autunno (…) si riuniscono all’uopo e, quando sono in gruppo di quindici o sedici, arriva la vecchia con un guscio di noce riempito di materia vaiolosa e chiede quale vena è stata scelta. Allora punge con un grosso ago quella che le viene presentata, introduce in vena tanto veleno quanto ce ne sta sulla punta dell’ago e in questo modo punge quattro o cinque volte”

Qualche giorno dopo inizia una piccola febbre, spunta qualche pustola sul viso raramente. Spesso non si manifesta alcun tipo di sintomo dopo il trattamento ed il soggetto si immunizza senza colpo ferire.

Lady Mary Montagu, col tempo, riuscirà a convincere perfino la Principessa del Galles, sua cara amica, a perorare la causa presso il sovrano affinché consenta l’applicazione del metodo antivaiolo agli eredi della famiglia reale. Così è cominciata in Inghilterra prima e, via via negli altri Stati europei e nelle colonie americane, la pratica vaccinale antivaiolosa.

Anche allora, né più né meno di come sta accadendo oggi rispetto ai vaccini anti-Covid, ci furono dibattiti feroci pro e contro questo metodo preventivo. E durarono decenni. Un metodo che incontrovertibilmente ha salvato milioni e milioni di vite umane.

L’affascinante ed avanguardistica Lady Montagu

L’affascinante ed avanguardistica Lady Mary Montagu – figura femminile così atipica per la sua epoca – era molto colta, poliglotta, viaggiatrice e perfino pioniera rispetto a teorie scientifiche e pratiche mediche del tutto nuove. Tanto che era ben conosciuta e citata anche da Voltaire e dagli italiani Verri e Parini.
Da alcuni benpensanti ultracattolici l’inoculazione contro il vaiolo venne reputata addirittura una pratica diabolica e giudicata contraria ai precetti divini. Tipico delle innovazioni, anche di quelle tecnologiche, è essere considerate opere del diavolo. Così Gregorio XVI considerava i treni manifestazioni del demonio.

Come poteva esser considerata una metodica sana ed eticamente corretta quella di introdurre in un organismo in salute la materia purulenta di un altro organismo malato?

Mi sovvengono parecchi ricordi dei racconti del mio babbo che oggi ha ottantasei anni. Ricordi relativi alla sua vaccinazione contro il vaiolo che gli venne somministrata come a tutti, a scuola, negli anni Quaranta.
Il dottore utilizzava la punta di un pennino da calamaio per incidere il braccio all’altezza del muscolo deltoide. Poi restavano delle piccole cicatrici.

Da piccola, non appena gli toccavo quei segni sul braccio, lui cominciava a raccontare come se li era procurati. E pur sapendo già la storia, ogni volta che toccavo quelle cicatrici gli chiedevo cosa fossero. Perciò babbo, di nuovo, raccontava.

Confesso che, dal mio personale punto di vista, è incomprensibile che, nel 2021, ci sia ancora così tanta diffidenza nei confronti della scienza medica in genere e dei vaccini in particolare. Considerando che questi rappresentano, senza ombra di dubbio, una delle più importanti scoperte mediche di tutti i tempi.

 

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Milena Corradini
Classe 1975, vivo a Porto Sant'Elpidio, nelle Marche. Laureata in Filosofia. Atea, liberale, appassionata di letteratura e arte, sono docente educatrice presso il Convitto Nazionale "G. Leopardi" di Macerata. Ho insegnato Filosofia, Storia e Psicologia in vari licei. Studio bioetica del fine vita e organizzo eventi di approfondimento su questo tema.

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