Guida alla fantascienza, tra colossi del passato e novità

A che punto è la fantascienza del terzo millennio?

Guida alla fantascienza. Cronache Letterarie

Il termine Science Fiction fu coniato nel 1926 da Hugo Gernsback, l’editore di “Amazing Stories”, mentre in Italia per parlare di Fantascienza bisognò aspettare fino al 1952, grazie al fondatore di Urania, Giorgio Monicelli. Ecco, a quasi un secolo dalla sua “nascita” ha ancora un senso scrivere di missioni per colonizzare Marte o di invasioni extraterrestri?

Sicuramente meno rispetto all’epoca d’oro di sessanta o settanta anni fa, e anche per questo ormai certi argomenti sono sempre più trascurati (con l’importante eccezione di Il problema dei tre corpi, che parla di alieni, di cui tratteremo più avanti). Col passare degli anni la fantascienza si è evoluta, i temi sono diventati più “umani” ma non per questo meno inquietanti: si va dall’inquinamento che minaccia il nostro pianeta all’invasione della tecnologia. Contemporaneamente resiste però uno zoccolo durissimo che ci riporta ai concetti e agli autori più tradizionali del secolo scorso, che sono ancora costantemente (ri)pubblicati e trovano nuova vita in tante serie televisive.

Fate una prova, avvicinatevi in una qualunque libreria ad uno scaffale dedicato alla fantascienza: troverete in prima fila Asimov e Dick al fianco delle novità provenienti dalla Cina. E allora ecco una parzialissima guida di autori e testi principali per orientarsi in questa particolare categoria della letteratura, sempre più spinta verso il futuro ma ancora orgogliosa – per sua fortuna – di lasciare in bella mostra chi l’ha resa davvero grande.

Gli autori eterni

Guida galattica per autostoppisti

Douglas ADAMS (1952-2001)

Chi pensa che la fantascienza non possa divertire, si legga Guida galattica per gli autostoppisti, nata nel 1978 come commedia per la BBC prima di diventare una “trilogia in cinque libri” e letteralmente esplodere: 15 milioni di copie vendute, è stata anche fumetto, serie televisiva, film e gioco per computer.

Isaac ASIMOV (1920-1992)

Per capire cosa è (stata) la fantascienza, bisogna cominciare per forza da lui, dalle sue tre leggi della robotica e dal Ciclo della Fondazione, rilanciato da una serie vista di recente su Apple+. È uno dei padri riconosciuti del genere fantastico, uno scrittore molto prolifico (almeno 500 opere, in vari campi), dal livello medio sempre molto alto.

Cronache marziane.

James G. BALLARD (1930-2009)

Il cambiamento climatico (Deserto d’acqua), l’alienazione e la violenza latente nelle abitazioni moderne (Il condominio), il rapporto feticistico che può legare le automobili al sesso (Crash). Sono tanti i temi “moderni” che Ballard ha anticipato nei suoi romanzi, sempre inquietanti e drammaticamente disperati.

Ray BRADBURY (1920-2012)

Fahrenheit 451 e Cronache Marziane – per citarne solo due – sono classici senza tempo e ancora vendutissimi, le gemme di un autore che vagheggiava il ricordo di un’America ormai perduta di fronte all’avanzata di una civiltà tecnologica troppo spesso da incubo.

Ubik. Philip Dick. Guida alla fantascienza

Arthur C. CLARKE (1917-2008)

Basterebbe ricordare il racconto La sentinella, che divenne poi la sceneggiatura – e il libro omonimo – di 2001 Odissea nello Spazio di Kubrik per regalargli l’eternità, ma Clarke ha scritto svariati capolavori, dal ciclo di Rama a Le guide del tramonto. Considerato un autore di fantascienza hard o “classica” per l’attenzione alla verosimiglianza scientifica, in suo onore fu battezzato “4923 Clarke” un asteroide.

Philip K. DICK (1928-1982)

Un autentico visionario, non solo per la massiccia dose di amfetamine che assumeva. Un pessimista cosmico costantemente alla ricerca del confine tra la realtà e l’illusione, sotto lo sguardo di un Dio sempre minaccioso. Opere come La svastica sul sole – una delle prime opere distopiche – Ma gli androidi sognano pecore elettriche (da cui fu tratto Blade Runner), Ubik, Minority Report, sono ormai dei classici. Da non perdere anche la biografia a lui dedicata scritta da Emmanuel Carrère: Io sono vivo, voi siete morti.

Robert HEINLEIN (1907-1988)

Tra i protagonisti dell’età d’oro della fantascienza, Straniero in terra straniera è probabilmente il suo capolavoro, anche se forse ora è più conosciuto per Fanteria dello spazio, da cui Paul Verhoeven trasse un controverso film, dall’epica fin troppo militarista.

Frank HERBERT (1920-1986)

Ha legato il suo nome soprattutto al ciclo di Dune (trasportato per due volte sul grande schermo), da molti considerato come la migliore serie di fantascienza epica mai scritta.

Ursula K. LE GUIN (1929-2018)

Ha aperto nuove frontiere nella fantascienza, scrivendo di femminismo, pacifismo, anarchismo e ambientalismo. Indimenticabili La mano sinistra delle tenebre, con i protagonisti ermafroditi che una volta al mese diventano maschi o femmine per potersi riprodurre, e I reietti dell’altro pianeta, sulla insensatezza della guerra, scritto durante i giorni del Vietnam. Si dice che il suo Il mago di Earthsea abbia ispirato i libri di Rowling su Harry Potter.

Stanislaw LEM (1921-2006)

Polacco, la sua è una fantascienza filosofica, che cerca di esplorare i limiti della conoscenza umana e la possibilità di entrare in comunicazione con forme di intelligenza aliena.
Il suo capolavoro è Solaris, tre volte tradotto in film, dalla Tv sovietica prima, da Tarkovskij poi e infine da Soderbergh.

Arkady (1925-1991) e Boris (1933-2012) STRUGATSKY

Della coppia di fratelli, scrittori russi, è stato ristampato da poco – Marcos y Marcos l’editore – il loro libro migliore, Picnic sul ciglio della strada, da cui Tarkovskij trasse nel 1979 il film Stalker.

Theodore STURGEON (1918-1985)

Cristalli sognanti è uno dei libri più belli e poetici che abbiamo mai letto.
Tra gli sceneggiatori della prima serie televisiva Star Trek, di lui si ricorda la cosiddetta “Legge di Sturgeon”: «Il novanta per cento della fantascienza è spazzatura, ma in effetti è spazzatura il novanta per cento di tutto».

Kurt VONNEGUT (1922-2007)

Considerarlo scrittore di fantascienza è sicuramente riduttivo ma chi ha letto i suoi primi libri (da Piano meccanico in poi) non può dimenticare la gioia e il divertimento di perdersi nel pianeta Tralfamadore. E Mattatoio n. 5 resta una perla della letteratura – senza etichette – dello scorso secolo.

I contemporanei

Liu Cixin
Guida alla fantascienza: Liu Cixin

Liu CIXIN (1963) 

Il più popolare autore di fantascienza cinese, il primo asiatico a vincere nel 2015 il celeberrimo Premio Hugo con Il problema dei tre corpi – primo volume di una trilogia – che è diventata una serie televisiva dopo una serrata competizione tra Netflix (che ha vinto) e Amazon. La vedremo quest’anno in Italia.

Franci CONFORTI (1957)

Il suo Eden (Delos digital) ha vinto il premio Italia come miglior romanzo di fantascienza del 2022. Milanese d’adozione, i suoi libri si fanno notare per la tensione e l’attenzione rivolta alla creazione di mondi immaginari (“world building” per i più colti).

William GIBSON (1948)

Con Neuromante, vincitore di tutti i premi più importanti del 1985, è diventato l’esponente di spicco della corrente Cyberpunk. In un suo racconto del 1982, La notte che bruciammo Chrome, compaiono per la prima volta gli hacker, definiti Cowboy della consolle. Dal suo Inverso è stata tratta l’ennesima serie televisiva.

Hao JINGFANG (1984)

Autrice cinese di grande successo, si occupa di temi contemporanei, mettendo in evidenza le contraddizioni della nostra epoca. Da leggere assolutamente Pechino pieghevole, che dà il titolo all’omonima raccolta di racconti, un atto di accusa verso le megalopoli moderne. Ha vinto il Premio Hugo per il racconto breve nel 2016.

Arkady Martine. Guida alla fantascienza. Cronache Letterarie
Guida alla fantascienza: Arkady Martin

Kai-Fu LEE (1961)

Taiwanese di nascita ma cinese di estrazione, ha lavorato per Apple, Microsoft e Google. Non è quindi un autore tradizionale di fantascienza, è considerato anzi il guru dell’intelligenza artificiale, ed ha tra l’altro trovato in Beppe Grillo un curioso sostenitore delle sue tesi. Con Chen Qiufan ha scritto AI 2041, dieci racconti ambientati in un futuro più o meno prossimo.

Arkady MARTIN (1985)

Ha vinto l’ultimo premio Hugo con A Desolation Called Peace (inedito in Italia), il sequel del libro vincitore nel 2021 e pubblicato da Mondadori, Un ricordo chiamato impero. Il nome Arkady ci ricorda il nome dell’investigatore russo protagonista del libro Gorky Park di Cruz Smith, ma questa volta è uno pseudonimo dietro cui si nasconde AnnaLinden Weller.

Guida alla fantascienza: China Mieville

China MIEVILLE (1972)

Autore britannico, convinto marxista, si autodefinisce scrittore di Weird Fiction, mescolando la fantascienza al fantasy e all’horror. Il suo capolavoro è La città & la città, uscito in Italia nel 2011.

Neal STEPHENSON (1959)

William Gibson definì il suo Snow Crash, pubblicato nel 1992, «una mitologia free-style metropolitana e iperveloce per il ventunesimo secolo», dove Stephenson fu in grado di anticipare il codice Qr, Google Earth, il riconoscimento facciale, i rider che consegnano cibo guidati da algoritmi, il metaverso…

Lidia YUKNAVITCH (1963)

Considerata tra le eredi di Margaret Atwood, con Il libro di Joan (pubblicato nel 2019 da Einaudi) la scrittrice e docente statunitense ci ha regalato la storia di una Giovanna d’Arco eco-terrorista, in azione su una Terra ormai devastata dalla tecnologia e dall’uomo.

Jeff VANDERMEER (1968)

La sua è una fantascienza complessa ma di grande fascino. La Trilogia dell’Area X (il primo volume, Annientamento, è diventato un film con Natalie Portman protagonista) è stata pubblicata da Einaudi nella collana Supercoralli.
Da poco è uscito per Feltrinelli Veniss Underground, del 2003.

Massimo Grilli

Massimo Grilli

Dunque, sono Massimo Grilli, ho 64 anni e sono nato a Roma. Per quarant’anni ho lavorato al Corriere dello Sport-Stadio. Amo Georges Simenon, Kurt Vonnegut, Cormac McCarthy, James Ellroy, Don Winslow, Michael Connelly, i francesi come Lemaitre, Carrère, Manotti, e tutti i libri di sport scritti bene.

9 commenti

  1. Condivido gran parte dei libri e autori, in particolare Ballard, Dick e Sturgeon. Non conosco molto i più recenti, mi piace Ken Mac Leod. Herbert è ampiamente sopravvalutato, i miei tentativi di entrare nell’universo Dune sono tutti falliti.

    • Herbert sopravvalutato? Un’affermazione che posso condividere in parte, anche se il successo di Dune doveva essere a mio parere ricordato. Certo, per me è qualche gradino più in basso agli tre che lei ha nominato
      Grazie comunque per il messaggio

  2. Tra i citati, Dick, Gibson e Bradbury li ho trovati di un altro pianeta. La saga di Dune e quello della Fondazione fanno di F. Herbert e di Asimov gli unici due autori dei quali finiti di leggere cinque o sei libri uno dopo l altro ho sperato in un seguito mai realizzato.

    • Grazie per il commento, personalmente considero il ciclo di Asimov migliore rispetto a quello di Herbert. Bradbury sicuramente tra i primi tre, Dick stupefacente ma non tutto facilmente comprensibile. Gibson molto bravo ma fatico a fare classifiche tra epoche così diverse

    • Ha davvero letto il 95% per cento dei libri citati? Grandissimo! Fortunatamente la Fantascienza è un settore della letteratura che ancora ha tanti seguaci. Grazie per il commento

  3. Ci siamo dimenticati di Dan Simmons e dell’immortale Hyperion!
    Una citazione l’avrebbe meritata forse anche Van Vogt.

  4. Simmons sì, meritava una citazione, dovendo necessariamente fare una cernita degli autori da consigliare l’ho sacrificato, e probabilmente ho sbagliato. Su Van Vogt ho qualche perplessità, ma forse solo perché l’ho letto tanti anni fa. Grazie dell’intervento

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