Come faremo senza Mrs. Maisel?

The Marvelous Mrs. Maisel

La prima volta che vediamo Midge Maisel è con velo e abito da sposa, il giorno del suo matrimonio. E’ dietro a un microfono e racconta i suoi anni universitari che vediamo scorrere sotto forma di flashback: le amiche al campus, il fidanzato, un appuntamento. Che non è proprio quello comune: sono in un locale di burlesque, a vedere lo spettacolo di un esordiente ma già esilarante Lenny Bruce.

Nei primi cinque minuti di The Marvelous Mrs. Maisel, la creatrice Amy Sherman-Palladino ha già steso tutte le carte in tavola, pronta e catturarci per sempre. Del resto parliamo dell’autrice di quella serie iconica che è Una mamma per amica, una delle più amate di tutti i tempi (leggi qui la nostra recensione).

Dopo il tentativo poco riuscito di Bunheads, è tornata con una serie che è un vero gioiello, con la quale ci ha deliziato per 7 anni e 5 stagioni e che ora è giunta alla fine. E sì, è valsa la pena di attendere. Con il marito produttore, Daniel Palladino, ha creato un piccolo capolavoro di arguzia e profondità, ambientato all’inizio degli anni ’60 (leggi anche qui su Mrs. Maisel).

Professione: stand up comedian

The Marvelous Mrs. Maisel 3

Nel corso di 5 stagioni vediamo Midge Maisel (una superlativa Rachel Brosnahan) navigare il tradimento del marito Joel (Michael Zegen, anche lui bravissimo), il divorzio, la conseguente convivenza con i genitori, i lavori per mantenersi, qualche relazione… Ma soprattutto la trasformazione da casalinga ebrea newyorkese dell’Upper West Side a stand up comedian di successo.
Lo stand up comedian è quel genere di comico che sale su un palco da solo, dietro un microfono e davanti a un pubblico eterogeneo, per farlo ridere prendendosi gioco di sé e del mondo. Una comicità fatta di osservazione e capacità di mettere in relazione ambiti discordanti, mantenendo un ritmo rapido e in crescendo.

La prima esibizione di Midge è in camicia da notte sul palco del Gaslight Cafè, ed è una rivelazione per Susie (Alex Borstein, meravigliosa) che diventerà la sua manager. Midge è furiosa per essere stata lasciata da Joel, a sua volta aspirante comico, e va sul palco a sfogarsi. Un impulso che cambierà la sua vita perché, come noi spettatori ben sappiamo fin dal primo minuto, Midge è una comica nata, un talento puro e dirompente.

Mrs. Maisel e Susie
Mrs. Maisel, interpretata da Rachel Brosnahan, con Susie, l’attrice Alex Borstein

Tits up!

Susie, con il suo fiuto innato, lo capisce subito e sente che insieme possono fare qualcosa di grandioso. Quindi tits up (“tette in fuori”, incoraggiamento che è il marchio di fabbrica del duo) e via a rosicchiare ogni minuto sul palco, sfidando i pregiudizi contro una donna bella ed elegante che non canta ma sa far ridere.

Il padre di Mrs. Maisel, Abe, è l’attore Tony Shalhoub

Nulla può fermarle, sono entrambe delle forze della natura. Il cambio di rotta di Mrs. Maisel crea una serie di reazioni a catena e trasformazioni nelle vite di tutta la sua famiglia. Nel corso delle stagioni vediamo il padre Abe (Tony Shalhoub, già Monk) lasciare l’università e diventare critico teatrale. Mentre la madre Rose mette a frutto le sue abilità diventando la sensale di matrimoni dei ricchi ebrei newyorkesi.

Quanto ai suoceri, Moishe e Shirley Maisel cambiano quartiere, accolgono i consuoceri in casa, si prendono cura dei nipoti e affrontano malattie e crisi varie.
E poi c’è Joel. Che continua a prendersi cura dei figli, lascia il lavoro e mette su un club, ma soprattutto continua ad amare Midge e a supportarla, con una complicità sempre più matura. The Marvelous Mrs. Maisel è uno di quei rari casi in cui ogni possibile cliché viene sistematicamente smantellato, riflettendo la vita reale e le sue sfumature.

Midge vuole avere successo ma perché sa di avere il talento e vuole vivere pienamente, non per una qualche tossica necessità di spiccare sul prossimo. Susie la sostiene perché crede in lei ma anche perché diventano amiche e ha un suo proprio talento da far sbocciare.
Joel vede Midge riuscire là dove lui ha fallito e, passata l’iniziale invidia, la sostiene in tutto e per tutto. Non è solo il desiderio di rimediare al torto che le ha fatto ma il trionfo della stima reciproca e dell’amore.

E poi c’è Lenny Bruce

The Marvelous Mrs. Maisel

Lenny Bruce è un’improbabile fata madrina per Midge. Con l’istinto dell’outsider riconosce subito in lei un diamante allo stato grezzo e ogni volta che la incrocia la guida, la consiglia, la stimola a osare, a non arrendersi. Midge è come una versione alternativa di Lenny: può brillare senza essere eccessivamente controversa perché ha la sensibilità sociale e piacevolezza necessarie.

La Sherman-Palladino ha attinto a piene mani agli show e ai testi di Lenny Bruce (leggi anche qui) per costruire il personaggio, reso tridimensionale dall’interpretazione di Luke Kirby. Fino all’ultimo speriamo per lui che la serie si discosti dalla realtà. Ma la genialità che rende questa serie così profonda sotto la patina comica è l’idea che, come diceva lo stesso Bruce, la realtà è quello che è, nel bene e nel male. E certe traiettorie sono inevitabili.

L’intera serie è in effetti strutturata come uno show comico. L’introduzione con la presentazione del comico che ci fa ridere parlando della sua storia e delle persone che lo circondano, aggiungendo i necessari riferimenti storici. Segue un momento di riflessione introspettiva che partendo dal singolo costruisce una critica alla società, sempre condita di vitale ironia ma anche di affettuosa indulgenza verso l’umanità. E infine la conclusione e i saluti, siete stati un pubblico fantastico, grazie e buona notte.

La quinta e ultima stagione

Quella appena terminata è forse quella meno riuscita, ma il finale fa perdonare il ritmo confuso delle puntate intermedie. L’urgenza di mostrare la carriera futura di Mrs. Maisel fa perdere coesione, con le scene che ci portano avanti e indietro nel tempo interrompendo la narrazione lineare prevalente. Eppure quando arriviamo all’ultima puntata, quando Midge guarda al microfono che attende solo una voce pronta a far ridere, è impossibile non commuoversi.

Tutti i sacrifici, le avversità e le assurdità, tutto quello a cui abbiamo assistito nelle quattro stagioni precedenti arriva a compimento. E tutto quello che seguirà, di cui abbiamo visto sprazzi nelle puntate precedenti, si riveste di nuovo peso. Midge Maisel e Amy Sherman-Palladino ci lasciano con un incoraggiamento a vivere appieno, a non lasciarci bloccare, a guardare avanti e osare. Tits up e grazie di tutto a entrambe, siete state veramente fantastiche!

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Marzia Flamini

Marzia Flamini

Prima di approdare alla Finarte, sono stata assistente in una galleria d'arte a Via Margutta, guida turistica e stageur fra musei, case d’asta e la rivista ArteeCritica. Vivo circondata dai libri, vado al cinema più spesso di quanto sia consigliabile e viaggio appena posso.

Un commento

  1. Ciao Marzia, posso dire una cosa? Per mia opinione La fantastica Signora Maisel è la miglior serie di sempre. Ci manca, ci manca tantissimo. Sigh :*

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